Tommaso Moretti

“La necessità di trasmettere quello che sento mi porta a creare immagini che non vedo”

Tommaso Moretti, classe ’95, è uno studente dell’Accademia di Belle arti di Roma, attualmente segue un corso triennale in decorazione. La sua attenzione per i particolari e la sua abilità con la matita lo portano subito a scegliere come linguaggio artistico il disegno . Una mano leggera e una composizione minuziosa dei soggetti fanno si che già nel 2016 Tommaso viene eletto vincitore del “Talent Award”, un’ evento dell’ A.B.A.R che lo coinvolgerà poi in una esposizione. Attualmente impegnato come giovane tatuatore, Tommaso Moretti è da annoverare tra le giovani proposte artistiche per la riflessione politico/personale insita in ogni suo lavoro.

La sua sperimentazione nasce da una riflessione personale sul rapporto tra artificio e natura e dalla necessità di esprimere la sua visione. È ormai assodato che sempre di più l’espansione cittadina e la frenesia tecnologica stanno mettendo in crisi il mondo animale/naturale. Quello che però Tommaso fa è andare oltre la visione più comune per offrire al pubblico la sua, trasportando il problema da una dimensione reale ad una dimensione immaginativa. Quello su cui il giovane talento ragiona è sulla possibilità che questa invasione artificiale possa effettivamente avere come conseguenza una “metamorfosi” del mondo animale. Questa infatti è la chiave di lettura dei suoi “pezzi”. Tutto questo si traduce in disegno grazie al suo tratto estremamente riconoscibile. Quello che l’ artista propone è una serie di disegni in cui vediamo diversi stadi di una trasformazione in atto di animali in materia. Trasformazione che si può espandere ad personale rapporto artista-mondo.

I disegni di Tommaso non sono semplici ne nella realizzazione ne tantomeno nell’ideazione. Il suo tratto è frutto di un lungo viaggio interno, una lunga riflessione sul problema ambientale e un periodo in cui la mente del disegnatore lima, come se fosse un gioiello, l’idea, per ottenere un risultato soddisfacente. Solo allora inizia a ragionare sulla sua realizzazione. Realizzazione che il più delle volte risulta essere impeccabile da un punto di vista tecnico e estremamente affascinante per la minuziosità del tratto e la perfetta definizione di ogni particolare. Nulla è lasciato al caso, tutto viene generato dalla grafite, non ci sono scorciatoie di realizzazione, è un lavoro lungo che si porta dietro un lungo e tortuoso allenamento.

L’emozione tuttavia gioca un ruolo fondamentale. Non è possibile infatti rimanere indifferenti di fronte alle opere di Tommaso. Quello che traspare è subito la visione personale dell’artista, una visione resa diretta grazie al carico emotivo che si nasconde dietro le opere, tuttavia l’opera è incompleta. Non basta la visione dell’artista, è lo spettatore che chiude il cerchio. I suoi disegni sono veicoli per una riflessione, sono stimoli per un risveglio dell’interessamento al problema, sono una sorta di scossa della sfera interiore dello spettatore. Il legame che deve istaurarsi è appunto un ponte emotivo tra chi realizza e chi guarda, tra la visione dell’artista e quella comune in modo tale da far scomparire la distinzione convenzionale (artista-fruitore) a favore di un più sano dialogo umano.

 

Nicolò Savi

 

I disegni in visione fanno parte di una raccolta intitolata “Viaggio Interiore”

 

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