Benedetta Ricci

“I cerchi, le linee morbide, le geometrie fanno parte di me e del mio stile”

Benedetta Ricci, classe ’96, è una ragazza attualmente iscritta al corso triennale di “Decorazione” presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Sin da piccola era abituata a rapportarsi con l’arte, tra un padre con il pennello in mano e una casa decorata da tele e libri d’artista. Non si può determinare un momento preciso per il suo interessamento artistico, tuttavia una volta presa consapevolezza della sua passione Benedetta decide di approfondire e dedicarsi in toto al mondo del disegno.

Una ragazza che da sempre rimane affascinata dal disegno e della rappresentazione su carta. La sua passione nasce dall’arte figurativa, d’altronde l’ambiente familiare si costituiva di questo, tuttavia arriva a fare un tipo di esercizio completamente diverso da quello tradizionale. Seguendo il suo carattere estremamente riflessivo ed empatico, Benedetta arriva a rinunciare alla rappresentazione accademica per entrare in una dimensione più astratta e concettuale. I suoi disegni riprendono la cultura dei “mandala”, con un attenzione particolare per le geometrie e le linee. Presto affiderà la sua arte alla rappresentazione di  linee sinuose, tagli netti, composizioni accurate, in un elegante contrasto di bianchi e neri. Non stupisce quindi che gli utensili per i suoi lavori siano la carta, in tutte le sue declinazioni, e la grafite/inchiostro.

Quando ci riferiamo ai “mandala” di Benedetta, dobbiamo escludere la dimensione semplicemente decorativa e asettica che questi disegni assumono nel contemporaneo. I lavori della ragazza sono delle vere e proprie proiezioni di stati d’animo e sentimenti, sono delle “rappresentazioni” di emozioni. Senza questo carattere personale sarebbero solo dei banalissimi disegni. Per la ragazza è molto importante restituire al pubblico un frammento del suo modo di essere, una visione della propria personalità, per questo i suoi disegni sono estremamente complessi nella loro gestazione. Il disegno per Benedetta diventa quasi una necessità, una valvola di sfogo, una sorta di “diario” in cui raccontarsi.

Anche se apparentemente simili tra di loro i suoi lavori sono unici, l’attenzione per il dettaglio è la caratteristica che subito colpisce l’occhio, sembrano delle stampe realizzate a macchina e invece la precisione maniacale e la pulizia del tratto sono i punti forti della sua poetica. “… gli intrecci, le curve fanno parte di me” dirà Benedetta, ed è proprio questo il punto di contatto di ogni disegno. Lo stile è uno stile estremamente riconoscibile, fatto di sovrapposizioni azzardate e composizioni studiate. Questa precisione nella tecnica, tuttavia, le permette di lasciare libera l’interpretazione dei suoi lavori. Lo spettatore si troverà davanti ad una superfice su cui proiettare se stesso, in questo modo i suoi disegni diventeranno il punto di contatto tra artista e pubblico.

Attualmente Benedetta è impegnata nella sperimentazione di vari materiali, è in cerca di nuovi supporti, nuove composizioni e sta anche inserendo il colore nella sua poetica. È una ragazza che frequentando il settore artistico sta maturando molto e con lei maturano anche i disegni, ribadendo in ultimo l’invisibile se pur fortissimo legame tra lei e i suoi lavori.

 

Nicolò Savi

 

 

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