Alba Rebustini

“Questa passione nasce dall’empatia che provo verso i sentimenti puri”

Alba Rebustini è una giovane studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dove attualmente frequenta un corso triennale in scultura. Alba ci racconta che la scelta di questo indirizzo di studi non è stata casuale: la scultura infatti ha sempre fatto parte della sua vita sin dalla più tenera età, da quando bambina ammirava incantata le creazioni di plastilina che venivano realizzate nei programmi televisivi per l’infanzia. Non a caso, tra i materiali che la ragazza predilige per i suoi lavori, abbiamo proprio la plastilina, e insieme a questa il pongo, l’argilla e la gomma piuma; è con questi materiali che Alba realizza i suoi “puppets”, le sue principali creazione artistiche.

Ad una prima occhiata, sembrerebbe di osservare semplici giocattoli per bambini dall’aspetto un po’ buffo e raccapricciante, ma questa prima impressione non deve ingannare lo spettatore, poiché le creazioni di Alba sono molto di più di una semplice “doll”.  Bisogna infatti considerare che è al nostro animo e alla nostra emotività che queste creazioni parlano, e non alla nostra ragione. La necessità che anima la ricerca artistica di Alba è una necessità estremamente intima e personale, ma che ognuno di noi riesce benissimo a sentir propria. Come la ragazza ci spiega, ciò che la spinge a creare questi “puppets” è il bisogno di “sconfiggere le mie paure e farne un gioco, un modo per ridere dei demoni che albergano la mente umana”; una necessità dunque atavica, congenita nell’animo di ciascuno di noi che, in modi pur diversi, cerchiamo tutti di esorcizzare le nostre paure più angosciose e folli; e Alba riesce a fare ciò attraverso la sua arte e i suoi pupazzi “spaventosi”.

La vera forza delle opere della giovane artista risiede nel loro potenziale comunicativo, nella loro capacità di risvegliare in noi sentimenti forti e puri che solitamente tendiamo a nascondere, per paura o vergogna. Esser consapevoli della propria emotività e fragilità diventa, nelle intenzioni di Alba, un modo per accrescere in ciascuno di noi un senso di empatica condivisione con gli altri, in modo tale da sentirci, pur nelle nostre insicurezze, meno soli e più umani.

Le creazioni di Alba  parlano dunque alla sensibilità di ciascuno di noi, nessuno escluso; l’affezione della ragazza alla pratica artistica nasce difatti dall’empatia che ella nutre nei confronti degli emarginati, degli “ultimi” che spesso vivono in un mondo a sé stante e che, altrettanto spesso, non vengono compresi dagli altri. Ciò che Alba vuole comunicarci con la sua arte è che “nella vita ci sono troppe sfaccettature, per occuparsi solo delle apparenze”, e i pupazzi sono proprio l’esemplificazione materiale di questa idea; dietro l’ apparenza del giocattolo o del semplice “mostro” si cela un’ intimità di sentimenti che finisce inevitabilmente per colpire e sconvolgere l’osservatore capace di far venire a galla la propria patina più intima

 

Giulia Guarnieri

 

 

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