Trittico, Miriana Pistillo

Il trittico è un evolversi ‘a ritroso’, dal risultato finale alla sua causa primitiva rappresentata dagli stracci che l’hanno generato.”

Miriana Pistillo, classe ’97, frequenta il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua passione per le pratiche artistiche nasce da una sorta di reazione al mondo che la circonda, è come se il linguaggio verbale non bastasse all’artista per esprimersi, è come se avesse bisogno di un qualcosa che sente più suo, che facesse maggiormente parte di lei. Per questo motivo la creativa approda alla pittura come linguaggio per eccellenza, di fondamentale importanza, però, è l’aspetto ludico che questa assume per lei.

La ragazza non si preclude l’utilizzo di nessuna tecnica, il trittico che presentiamo infatti è realizzato con vernici varie, polvere di gesso e stracci. Ma l’artista ci confida che per la prossima sperimentazione ha in mente qualcosa di completamente diverso. Con questa affermazione Miriana attesta il suo interesse per la sperimentazione, la sua apertura mentale è tale da non permettere alla tecnica di piegare il suo pensiero, ma esattamente il contrario. I suoi lavori si prefigurano prima in un idea, una necessità di dire qualcosa, solo dopo l’artista sceglie quale supporto e quale “materia” sia la più adatta per il progetto. Questo è fondamentale per realizzare un buon lavoro.

Per l’artista è impossibile tracciare un filo conduttore unico per analizzare i suoi lavori, essi fanno parte della sua sfera personale che, come sappiamo, cambia e si evolve continuamente. Il trittico infatti è una sperimentazione mista su tela di liuta (90×125) e la stessa artista lo descrive come “a metà strada tra un esercizio cromatologico e un percorso sulla materia”. Questa infatti è proprio la chiave di lettura del lavoro, “la materia”. Il trittico pone l’attenzione sul materiale che ha generato l’effetto finale, non a caso si compone in prima istanza di una tela con del colore steso perfettamente, per arrivare poi ad una tela in cui il vero soggetto sono gli stracci, la “materia prima” e il mezzo con cui è stato steso il colore.  L’artista quindi è stata in grado di inglobare all’interno del risultato finale la tecnica stessa, in una composizione sinuosa e coinvolgente. Lo straccio non assume più una connotazione di oggetto, ma viene trasportato in uno status più alto, è il soggetto dell’opera, è il modo con cui l’artista ha scelto di comunicarci qualcosa, diventa in qualche modo parte integrante e non più prescindibile dell’opera.

In conclusione Miriana non può essere considerata una semplice pittrice. La sua è una ricerca personale e la pittura, il colore, la materia e i supporti diventano il modo con cui guardarsi dentro.  Nonostante la sua giovane età e il suo percorso artistico ancora lungo e tortuoso è già in grado di operare delle vere e proprie deviazioni di status sulla materia (stracci) e questo la distingue dalle altre e simili sperimentazioni

 

Enea Fiorucci

 

 

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