Emilio Antenucci

l’unica cosa che ci contraddistingue da ogni essere umano è la creatività

Emilio Antenucci, classe ’98, è uno studente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, iscritto al primo anno di Fotografia. La sua passione per l’arte nasce da uno sguardo più critico nei confronti del reale e la fotografia diviene ben presto il mezzo con cui guardare ciò che lo circonda. Lui stesso afferma che “l’unica cosa che ci contraddistingue da ogni essere umano è la creatività” ed è proprio questa la sua ricerca: riuscire ogni volta ad interpretare la realtà in modo creativo e personale.

Non stupisce dunque che sia proprio la tecnica fotografica ad interessare Emilio, che da subito decide di fare fotografia di paesaggio e faunistica. Frequentando l’Accademia del capoluogo abruzzese ha la possibilità di stare a contatto con le grandi montagne appenniniche e la fauna locale, avendo il tempo di far maturare dentro di lui un interpretazione del tutto personale di quello che vede. È quindi questa la ricerca che Emilio compie prima di procedere a scattare con la macchina fotografica. Lo sguardo è la chiave di lettura dei suoi scatti, uno sguardo attento al dettaglio e una composizione cromatica volta a trasmettere esattamente il “mood” di ciò che in quel momento si trovava davanti all’ obbiettivo. Dunque è questo che il fruitore deve compiere guardando gli scatti del ragazzo, immedesimarsi nella situazione, e questo, nella fotografia naturalistica, non è facile da realizzare.

Emilio inoltre è spinto da una ricerca personale che naturalmente incide sulla realizzazione dei suoi lavori fotografici. Attratto dal rapporto uomo-natura, il ragazzo usa il corpo macchina e il relativo obbiettivo come lente di ingrandimento con cui indagare questa dinamica. Il suo intento è quello di “colorare” attraverso l’interpretazione un qualcosa che agli occhi di molti possa risultare banale. La sfida che lo vede coinvolto consiste nel rendere creativa e artistica la fotografia naturalistica, una sfida sicuramente difficile ma che se portata ad alti livelli può regalare al fruitore grandi emozioni e coinvolgimenti.

In conclusione Emilio è un ragazzo che ancora deve maturare molto dal punto di vista artistico, data la sua giovane età, ma il progetto di cui si fa portavoce è ambizioso e richiede il giusto mix di tecnica e interpretazione. Nonostante questo è un ragazzo che ha dimostrato di avere dimestichezza con la macchina fotografica e inoltre, cosa fondamentale per un fotografo, ha dimostrato di sapere quello che vuole comunicare con gli scatti che compie. La cosa che noi di HideArt ci sentiamo di consigliargli è di incanalare e di veicolare ogni stimolo esterno nella sua ricerca artistica in modo tale da rafforzare o mutare il pensiero e la spinta emotiva che lo porta a compiere determinati scatti.

 

Nicolò Savi

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