Federica Colletti

“Il messaggio principale è quello di non rimanere relegati ai propri schemi, di deragliare dai binari delle aspettative proprie ed altrui, di uscire dal tracciato per esplorare il nuovo”.

 

 

L’amore per l’arte e la curiosità verso il mondo circostante hanno portato Federica Colletti, classe ’92, studentessa di Psicologia della Comunicazione e Marketing, presso l’università la Sapienza di Roma, a cercare il modo migliore per canalizzare il suo bisogno d’espressione personale. Necessità, questa, che nasce fin dalla giovane età in cui iniziò scattando foto a tutto quello che la circondava, a quello che la colpisse nel profondo, come una sorta di cattura a prima vista. Nell’adolescenza si dedicò alla scrittura, sperimentazione in cui trovò il suo catalizzatore ideale d’espressione, tanto è vero che ancora oggi, a volte, Federica si diverte a mettere in rima gli aspetti della realtà circostante che più l’affascinano. Nonostante tutte queste sperimentazioni la ragazza sente il bisogno di manifestare il proprio pensiero in una diversa forma, per questo si avvicinerà ben presto ad un altro tipo di arte.

L’idea di dedicarsi all’arte digitale nasce recentemente, circa un anno fa, come conseguenza di una serie di esperimenti fatti per “diletto”.  I risultati quindi assunsero un ruolo importante nella sua vita, in quanto, ha trovato in questa tecnica artistica, quello che prima cercava nella fotografia e nella scrittura. Oggi Federica crea immagini personali con una tecnica, quella digitale, il più delle volte sottovalutata dagli artisti. Nelle due foto, comunicanti, in cui manipola abilmente due opere, ormai tra le più conosciute della storia dell’arte, la nostra artista riesce a donarci un punto di vita diverso sul tema pittorico del “ bacio “. Scambiando i personaggi e modificando il loro scenario abituale, è stata in grado di creare due nuovi “siparietti” molto gradevoli, in cui, lo spettatore, sembra spiare le scene senza avere un ruolo primario. I suoi lavori trasmettono la sua voglia di esprimere necessità umane, come l’evasione dal reale e il capovolgimento dei punti di vista.

Altre sue creazioni, realizzate tramite collage digitale, differiscono dal solito modo di concepire un quadro, difatti, il metodo usato è il trasporto dei soggetti di opere d’arte ormai storicizzate, in ambienti e contesti inusuali. Il filo conduttore dietro le sue opere è quello di voler dare una visione diversa del modo, il ribaltamento della prospettiva e l’uscire fuori dagli schemi, donando una duplice lettura: riflessiva da una parte, ironica e ambigua dall’ altra.

Nonostante la sua arte sia ancora in fase di sviluppo è una ragazza dal forte potenziale artistico sia dal punto di vista del pensiero che della tecnica. Siamo curiosi di vedere come evolve il suo fare artistico.

 

Valeria Cernetti

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