Luca Pontassuglia

“Senza l’arte sarei un corpo senza anima”.

Un amore puro ed autentico, quello provato dal nostro Luca Pontassuglia, classe ‘94, nei confronti dell’arte; un amore nutrito con dolcezza e costanza, e germogliato dalla sensibilità del suo approccio al mondo, e dalla curiosità da cui quest’approccio è informato. La prima sorgente linfatica che contribuisce alla fioritura di questo sentimento – ci è detto dall’artista – consiste nell’esser stato esposto, dalla più tenera età, all’esercizio della pratica pittorica, eseguita dal padre per puro piacere e, per egli, motivo di estrema fascinazione. È l’intrecciarsi di questi due elementi che contribuisce a plasmare la prosperosa ed imperitura passione di Luca Pontassuglia per l’arte; passione che egli, senza esitazione, dichiara un “immenso dono” per la propria persona, e che desidera “condividere con chiunque abbia la capacità di confrontarsi col suo lavoro”.

La simbiotica relazione intrattenuta con la dimensione dell’arte ha condotto Luca, nel corso degli anni, a sperimentare molteplici pratiche tecniche, ciascuna accuratamente esperita nel pieno delle sue potenzialità espressive. Esemplari, in questo senso, quelle opere video la cui morfologia deriva dall’applicazione, su un frammento scelto, di materiale organico, che sia esso inchiostro, vino, pane o sabbia.  Una poeticità drammatica permea lo svolgersi dell’opera filmica “Narciso”, la cui dichiarata analogia con la celebre creatura mitologica è derivata, in primo luogo, dal configurarsi dell’opera come autoritratto ad inchiostro immerso nell’acqua; accarezzando la sua superficie in maniera subdolamente delicata, l’acqua man a mano dissolve le linee dell’autoritratto, “ne succhia lentamente l’anima”, finché esso, “sconfitto e inerme”, non si scompone e completamente scompare.  L’acqua, con la sua azione aggressiva, diviene simbolo di quel complesso di “situazioni, ambienti ed eventi” che, apparentemente di carattere benigno, finiscono con lo stravolgere brutalmente l’identità dell’individuo, destabilizzandolo e facendogli smarrire qualsiasi certezza. Un autoritratto, questo del “Narciso”, dotato d’una sua peculiare componente d’universalità, dal momento che in esso ciascun individuo può specchiarsi, nella stessa maniera in cui si specchia nel suo piccolo stagno lo stesso Narciso.

La volontà di instaurare un rapporto di scambio, non sempre facile, tra la sua opera e lo spettatore costituisce una sorta d’ideale filo comune nella produzione dell’artista. Ciascuna creazione, conseguimento concreto d’una complessa analisi introspettiva, s’evolve spontaneamente come medium d’ un confronto con “l’altro”, chiamato ad elaborare in modo proprio ciò che vede, ad assimilarlo in ciò che più è prossimo alla propria persona e alla propria situazione, affinché l’esperienza dell’opera possa motivare ad una sincera indagine della sua identità e dell’identità del mondo che lo circonda. Emblematica è la serie del “Profondo inconscio superficiale”, che, come ci spiega lo stesso artista, costituisce uno spartiacque nella sua produzione, una creazione che lo ha aiutato a maturare “coraggio e consapevolezza necessari ad osare un po’ di più”. L’esecuzione del disegno, ci spiega Luca, nasce in maniera completamente spontanea ed arbitraria; la matrice è una semplicissima macchia colorata che, mossa dall’ energia creatrice del caos e dell’entusiasmo dell’artista, dà corpo a proiezioni inconsce della sua mente, “immagazzinate negli anni ed emerse grazie allo stimolo visuale della piccola macchia”.

L’autentica passione nutrita da Luca per l’arte costituisce un preziosissimo trait d’union nella sua produzione artistica, estremamente attuale e indubbiamente modellata da una caratteristica e assai matura “mano d’artista”, innervata da una sensibilità teneramente brillante nel trattare ciascuna tipologia d’argomento – sia esso più o meno in relazione all’ identità dell’artista, ma comunque sia da costui sempre assimilato e poi esposto in maniera marcatamente meditata e personale, nella struttura e nel contenuto. Una gemma appena sbocciata, quella di Luca Pontassuglia, destinata ad un’esistenza floridissima nel mondo dell’arte; noi ad HideArt ne abbiamo la certezza, e ci auguriamo che questa sia stata trasmessa anche al nostro pubblico.

Giulia Guarnieri

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