Matteo Contessi (The List)

Si produce arte quando si crede in se stessi e in ciò che si desidera realizzare – solo ed esclusivamente perché si ha Voglia di farlo.

Cresciuto a pane ed arte, nutrito, nel corso degli anni, dall’ eterogeneità degli amori artistici della mamma e della nonna, così come dalla passione del padre per la storia e la filosofia, Matteo Contessi, classe ‘91, impara molto presto ad ammirare la limpidezza di quell’ autentica emozione provata nei confronti d’una qualsiasi forma d’arte e l’importanza dell’indugiare in questa dimensione della conoscenza. Dall’ esempio della propria famiglia, dunque, egli avidamente assorbe la curiosità e la sensibilità che permeano la sua maniera di visione e che “mantengono la sua mente aperta agli stimoli esterni”.

È la congenita predisposizione a scandagliare lo svolgersi multiforme dell’esistenza umana ad indirizzare il giovane fotografo sulla strada del ritrattismo. Ciò che accende ed illumina il suo animo è l’idea del relazionarsi con l’estraneo, dell’affacciarsi “per un millesimo di secondo” (entità temporale dello scatto) nella sua esistenza e del materializzare essa nella fotografia, che è la particella concreta della comunione, esperita dalla “creatura fotografata” e dal “collezionista” d’identità e storie.

La volontà d’approcciarsi ad uno sconosciuto e far gravitare l’esecuzione dello scatto attorno alla sua persona comporta una seria coscienza da parte del fotografo, costretto a muoversi, mentalmente in primo luogo, in maniera energica e scattante, slanciandosi attraverso una distesa illimitata d’interrogativi, come quale sia il modo giusto di comportarsi e parlare, oppure se sia possibile fidarsi indistintamente dell’istinto che attira verso una determinata persona. È necessario, allora, eludere ciascuna esitazione ed attraversare la lunghezza, apparentemente incolmabile, che separa ciascun essere umano dall’ altro, in modo da stabilire, “nel fatidico attimo aprentesi tra il conoscersi e lo scatto”, un limpido “contatto”. La scaltrezza del “modus operandi”, spiega il fotografo, può essere assicurata unicamente da un equipaggiamento altrettanto dinamico; da qui la sua predilezione per la macchina fotografica Mirrorless, che, mancando del peso dello specchio, è indubbiamente più maneggevole da trasportare ed utilizzare, sempre pronta ad essere impugnata per catturare l’attimo.

Ma, in che misura è possibile tracciare un canale di comunicazione tra sé e l’estraneo?

Un quesito che Matteo esamina nel suo progetto “Symbols”, la cui idea è da egli sviluppata attorno alla “teoria del primo incontro” ( progetto intero: https://www.behance.net/TheListita). Fotografo e sconosciuto, l’uno di fronte all’ altro, impegnati nello stabilire una forma autentica di contatto, cercando d’abbandonare una quotidiana e confortevole armatura d’illusori formalismi e così giungere a toccare una terra d’incontro. Lo scambio con l’estraneo, in maniera diversa sempre mutuale ed empatico, assume la statura della più luminosa e florida relazione possibile, plasmata sull’ etica del “dare ed avere”, e da ciò derivante la sua grandezza.

La mitica parabola d’unione delineantesi tra fotografo ed estraneo è appurata ed esplicitata dal nostro Matteo mediante l’utilizzo del Simbolo, codice univoco e immediatamente comprensibile, la cui forma elementare – nella prima delle quattro fotografie di ciascuna serie – è impressa sul viso dello sconosciuto, per svelare ciò che già è stato silenziosamente assimilato dalla carne e dallo spirito d’ ambedue – il “miracolo” della loro unione.

La gioia e la curiosità che animano l’impulso creativo del nostro Matteo Contessi costituiscono le materie prime della sua attività artistica, emergente dalla piena della propria impellente “necessità” e, soprattutto, consapevole ed attiva “volontà” di creare, e trasmettere la propria visione circa il mondo che lo circonda. HideArt si complimenta con Matteo per la sua qualità artistica.

                                                                                                                   Giulia Guarnieri

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