Ruben Albertini

Ho sempre sentito l’esigenza di adattare il mondo al mio modo di vedere, che col senno di poi è un po’ il punto di partenza di ogni artista.

Ruben Albertini, classe ’91, è uno dei talenti iscritti al corso Fisica della materia sperimentale. La sua attitudine all’ arte è congenita: la prima opera – dice- risale all’ asilo, quando inventò un modo tutto suo di allacciarsi le scarpe.  Afferrare la realtà per quella che è e alterarla nella sua percezione è la prassi che Ruben segue per ideare i suoi lavori, che altro non sono che soluzioni alternative alla dimensione ordinaria in cui trova libero sfogo la sua fervida immaginazione.

Attraverso il collage digitale organizza incontri paranormali del terzo tipo tra dimensioni parallele e tecnica contemporanea. Non avvezzo a osservare regole da manuale, preferisce elaborare il proprio materiale in maniera autonoma aspirando alla paternità di una metamorfosi piuttosto che a risultati di bellezza ideale. Il suo porto sono immagini familiari, salvate sul cellulare e impresse nella memoria, dalle quali procede e ritorna modulando connubi quasi mistici, che ancorano soggetti di un immaginario virtuale a contaminazioni suburbane.

I contrasti, quando non sono banali, hanno un’interfaccia di armonia fantastica.

Ritratti spezzati, puzzle di parole, incursioni di glitter e insegne al neon: poesia in freestyle, così possiamo definire la propensione artistica di Ruben al sincretismo di visioni trascendentali e atmosfere grezze, sogno e periferia, classicismo e multimedialità. Sacro e profano si compenetrano nell’ arte visiva, musicata da un sottofondo di dinamismo che movimenta le coordinate spazio-tempo in un “jet leg” di sperimentazione espressiva.

Molti degli stimoli di cui si serve provengono dalla collaborazione con il Superuovo, pagina per la quale svolge la mansione di grafico con massima libertà in cui ha imparato come destreggiarsi nel vuoto che può rappresentare un foglio bianco prima di diventare la fermentazione di un’idea.

Senza mai cadere nell’ ovvio o subire i limiti imposti dal realismo, Ruben raggiunge la sua piena consapevolezza nei retroscena di un progetto che rende di ogni riproduzione la sua anti-didascalica, eclettica autenticità.

Le immagini che ho elaborato sono un po’ il modo in cui ho cercato di capire chi fossi, arrivando a pensare che ognuno di noi, più che scoprirsi, si costruisce.

La creatività si dispiega spontaneamente come in un flusso di coscienza, consegnando una versione inedita di oggetti e commistioni, la versione di Ruben. Gli auguriamo di proseguire nella ricerca di ‘’nodi’’ speciali, per intrecciare ancora nuovi elementi in maniera originale,  come lacci delle scarpe.

Giulia Guarnieri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...